VIA MEZZATERRA seconda parte


Continuando per la via, a sinistra incontriamo Palazzo Pagani che è sede del Provveditorato agli Studi, è un palazzo secentesco , ma con ogni probabilità edificato ristrutturando un edificio più antico.
Così descrive il palazzo A. Da Ponte: "Oggi il recente
restauro ha modificato la struttura interna, ma ha dato grande dignità
alla facciata. L'impostazione delle aperture sul piano della facciata
è cinquecentesca, mentre le varie modanature sono caratteristiche dello
stile seicentesco.
La composizione è simmetrica, disposta su tre piani. Sul piano stradale
si apre un grande portale dove semplici decorazioni marmoree denotano
il passaggio dal gusto rinascimentale a quello barocco, ai lati di questo
portale sono collocate delle aperture ad arco a tutto sesto con contorni
in pietra e possenti inferriate. La trifora del piano nobile, formata
da archi a tutto sesto lavorati a motivi concentrici delimitati da architravi,
è l'unica provvista di balcone in pietra, realizzato su ampie mensole
di gusto seicentesco. (...) L'insieme compositivo è armonico e di grande
eleganza."
Continuiamo il percorso lungo Via Mezzaterra, sulla sinistra sorge
un altro bel palazzo seicentesco, il Regozza Longana che presenta
una facciata disposta su tre piani principali, in ciascuno dei quali
si sono tre trifore "ad arco a tutto sesto centinato e definito da un
architrave, di netta impronta seicentesca." (A. Da Ponte)
Al primo piano vi è un poggiolo a forma di pulpito con ringhiere
in ferro battuto di stile rinascimentale. Le trifore sono unite verticalmente
da una fascia in pietra: elemento architettonico considerato di epoca
settecentesca.
Il Palazzo Longana è posto di fronte a Via S. Lucano
verso la quale, come dice il Prof. Zanenga nella sua bella guida alla
città, converrebbe fare una deviazione per ammirare alcuni palazzi.
Uno di questi è il "Reviviscar" o Persico-Piloni
, in nome delle due famiglie che se lo contesero (del primitivo palazzo
non resta che la facciata perché distrutto da un incendio nel 1933).
Fu costruito nel '400, ampliato e abbellito nella splendida facciata
alla fine del quattrocento e inizi del cinquecento dalla Famiglia
Persico. Con l'edificazione del Palazzo la nobile famiglia voleva
"rinascere" dopo la morte prematura dei due figli, da qui forse
il nome datogli di "Reviviscar". Era considerato uno dei
più grandi e più belli palazzi della città, sapientemente decorato da
maestranze locali, abili nel lavorare la pietra. Esempio di palazzo
rinascimentale è impostato sul portale centrale con cornice a bugne
a taglio di diamante, diviso da due fasce orizzontali decorative scolpite
a bassorilievo: la più alta mostra 16 formelle con scolpiti i segni
zodiacali, la prima 17 formelle alternativamente lavorate (una lineare
e l'altra scolpita a rilievo con soggetti sempre diversi). Nella formella
sopra il portale vi è scolpito il nome REVIVISCAR. La facciata
presenta al centro sia al primo che al secondo piano una polifora (la
prima è formata da sei finestre ad arco) e ai lati due monofore. Si
alzano ai lati due altane ricordo delle torrette del palazzetto medievale
del '300.
Di fronte s'innalza Palazzo "Alpago" (sec.XVI) più semplice,
ma non senza interesse nelle strutture architettoniche. Entrambi sono
sede dell'Associazione Industriali della Provincia.
Giunti
in fondo a questa viuzza si può ammirare, attraverso un Cancello d'ingresso
in ferro battuto che merita particolare attenzione, anche Palazzo
Doglioni-Dal Mas recentemente restaurato, situato in una bellissima
posizione per la vista panoramica che offre sulla valle del fiume Piave.Sul
lato nord del cortile, si deve ammirare il basso corpo delle scuderie
completamente ristrutturato conservandone le antiche fattezze (su progetto
all'arch. Dal Mas).
Qui una strada va verso sud col nome di Via Piave perché si dirige verso Borgo Piave o meglio al Piave e un'altra, sempre col nome di Via S. Lucano, si ricongiunge con Piazza Duomo.
Ritornati
in Via Mezzaterra ne percorriamo l'ultimo tratto e al civico
90-92 ci fermiamo ad ammirare un palazzo particolare "Fabio
Pagani", recentemente restaurato con tinteggiatura rossa, che
presenta diversi ordini architettonici.
Colpisce il primo piano per la bellezza delle finestre in stile gotico-veneziano,
il portone principale e le finestre del secondo piano rivelano,invece,
caratteristiche rinascimentali.