Basilica Cattedrale
La Cattedrale ha subito nel tempo vari rifacimenti. L'assetto
attuale è dovuto ai lavori iniziati nella prima parte del '500,
attuando quanto era stato deciso (già nell'ultima parte del '400) di
spostare l'abside ad ovest e di conseguenza l'ingresso maggiore
da occidente ad oriente, la piazza antistante, così, ne avrebbe
guadagnato in larghezza.
"Nel 1510, e precisamente il 27 marzo, "si diè principio alla progettata
Fabbrica degli altari di S. Spina, e dei Ss. Fabiano e Sebastiano
nella Cattedrale a spese del comune."
(da "La Cattedrale di Belluno, catalogo del patrimonio-storico-artistico"
di Flavio Vizzutti).
Il progetto dell'attuale Cattedrale è attribuito a Tullio Lombardo, architetto veneziano, che venne a Belluno (1517) quando i lavori di costruzione erano già stati iniziati da qualche tempo sotto la direzione di un capomastro del luogo, un certo Nicolò Tagliapietre, autore anche dell'Orologio del Palazzo dei Rettori (Prefettura), del pozzetto (attualmente restaurato) davanti al ex-tribunale e della Porta Dojona.
Comunque a Tullio Lombardo va attribuita l'ideazione generale della
costruzione e dalle affermazioni dello storico Lucio Doglioni (Belluno,
1784-1803) si ha notizia che nel 1525 viene abbattuto il muro della
Cattedrale verso oriente. La complessa impresa procede comunque con
lentezza, anche per salvaguardare le mura ancora sane e ancorare su
di esse le nuove costruzioni.
Nel
1555 il vescovo Giulio Contarini fa abbattere il vecchio coro
e due anni dopo si innalza quello nuovo, sul terrapieno del bastione
di ponente della città, alzato al livello della vecchia Cattedrale.
Il coro ebbe finestre in vetro.
L'attività di costruzione della fabbrica non venne mai interrotta e
neppure le funzioni ecclesiastiche.
L'altro vescovo, solerte nel seguire i lavori di costruzione,
fu Luigi Lollino (1596-1625),patrizio veneto, che provvide
largamente all'abbellimento interno della chiesa e lasciò un notevole
patrimonio perché fosse terminata la facciata maggiore.
Già nel 1627 la facciata maggiore è definita nelle sua struttura
generale. Prima di darne una breve descrizione, dobbiamo però precisare
che nonostante i differenti progetti proposti anche nei secoli successivi,
la facciata rimarrà incompiuta.Questo non ci può comunque spiacere
perché essa si presenta di aspetto gradevole con linee essenziali e
un po' austere. Il sasso a vista è suggestivo nella sua semplicità
e fa da sfondo alle due finestre gotiche (rimaste dell'antico edificio)
al rosone centrale, alto sopra le due finestre, nella cui vetrata sono
raffigurati i santi protettori della cattedrale: San Martino, San
Joatà e San Lucano.
Sia sulla facciata principale che sulle pareti di quella laterali sono
incastonate pietre lavorate a intrecci di vimini alla maniera bizantina,
appartenute alle precedenti fabbriche.

Al vescovo Lollino si deve il ricco portale centrale di
stile barocco in pietre ben lavorate, mentre a spese del Vescovo
Giulio Berlendis nel 1684 sono state costruite le porte
laterali lignee e ben intonate al complesso della facciata.
Queste nel 1982 sono state sostituite con le attuali bronzee e lucenti,
scelte a seguito di un concorso nazionale indetto dal vescovo mons.
Maffeo Duccoli, per realizzare a Belluno un'opera monumentale a ricordo
di Papa Lucani; una scelta che forse, da un punto di vista estetico,
non tutti condividono.
"La caratteristica saliente dell'opera sta nella sua modernità e nell'utilizzo
dei simboli cristiani (noti alla liturgia e alla catechesi cristiana
fin dall'antichità), in sintonia con la mentalità della ricerca astratta
di tanta arte del nostro secolo."
(Belluno, storia architettura arte, G. De Bortoli, A. Moro, F. Vizzuti)
La facciata che presenta lesene allungate, è divisa verticalmente in
tre parti con le laterali più basse e il corpo centrale terminante a
timpano con chiusura triangolare e con alla base decorazioni cinquecentesche.
La parete laterale verso Palazzo dei Rettori è molto lineare e impostata
sul portale settecentesco a bugne.
Lavori di consolidamento e ristrutturazione furono compiuti nel
1808 e dopo il forte terremoto del 1873, che portò al
crollo della cupola del coro.
Fu ricostruita su progetto del Segusini con losanghe esagonali
e false aperture rotonde nelle facce dell'esagono.
Una nuova scossa tellurica, quella del 1939, portò nuove fessurazioni
e la cupole venne ricostruita di nuovo, questa volta su progetto dell'Arch.
Alpago-Novello che nel tiburio ottagonale da lui ideato aprì
8 finestre allungate, che, inscritte entro altrettanti spicchi della
cupola, diffondono begli effetti di luce nel coro.