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Via Rivizzola - Borgo Prà - Via Carrera


Via Rivizzola


Via Rivizzola - scalette per Borgo prà Via Rivizzola - scalette per Borgo prà Dirigiamoci ora verso Borgo Pra, che fu il cuore della Belluno popolare fino alla seconda guerra mondiale. Da Piazza S.Stefano, scendendo per via Simon da Cusighe, a destra si incontra una stradina, con una serie di gradini, via Rivizzola (nella foto a lato si notano le scalette che portano da Borgo prà a santo Stefano), che porta intatto il sapore dei secoli e porta oggi come un tempo a Borgo Pra. Il ponte del Borgo era l'unico che collegava la città con Zoldo e il Cadore. Risale al 1378 il primo documento che citi tale ponte, riadattato in occasione della fiera di San Lucano a Borgo Pra. Si nomina anche nel 1503, come Ponte di Paglia, esso era infatti coperto per facilitare le attività di dazi e pedaggi, coprendo da sole e pioggia. Esso fu sempre vittima delle piene del torrente e cadde più volte non essendo molto rialzato rispetto ad esso.


Borgo Pra

Torrente Ardo a Borgo PràBorgo Piazza San Lucano Pra sorge sulle sponde dell'Art (Ardo) le cui acque alimentavano i piccoli canali ("ròje"), i quali fornivano forza motrice per le numerose botteghe artigiane (distribuite da Fisterre fino a Borgo Piave; mulini, concerie, officine di fabbri).
La Roia, un canale sopraelevato rispetto al torrente, permetteva all'acqua di non esaurire la sua forza a Borgo Pra, ma di continuare a svolgere la sua funzione motrice fino a Borgo Piave. Fra tutte, forse quelle più tradizionali e fiorenti, erano le botteghe dei marangòi, i falegnami, il cui patrono é San Giuseppe artigiano, venerato nella chiesetta della B.Vergine del Buon Consiglio, chiamata solo successivamente chiesa di S.Giuseppe, eretta nel 1797, alla confluenza delle due vie S.Antonio e S.Giuseppe.
Scalette via Rivizzola Frequentatore illustre fu il futuro papa Gregorio XVI, come testimonia una lapide nel muro sud-ovest. La Chiesa fu luogo di devozione di un altro papa bellunese, Giovanni Paolo I, Papa Luciani.
Nella Piazzetta S.Lucano, detta anche "Pra delle Fiere", si teneva la festa dei marangoi e l'antichissima fiera del bestiame, istituita pare in onore del santo vescovo Lucano, alla sua morte (435) e ripristinata nel 1378.

Per ritornare a Borgo S.Stefano si può percorrere via delle Scalette, realizzate negli anni ‘30 al posto di un clivio sconnesso. Da qui si può godere di una bella vista dall'alto su Borgo Pra.

 

Via Carrera

Palazzo della Banca Antoniana palazzo Fulcis-de Bertoldi

In cima alle Scalette, ritornati in Piazza S.Stefano, imbocchiamo via Carrera (proprio di fronte a noi) ed entriamo in quello che fu il Borgo S.Stefano. Ai civici 13-17 , il lato posteriore di palazzo Fulcis-de Bertoldi, la cui facciata principale abbiamo ammirato da Piazza Vittorio Emanuele, abbondantemente trasformato con abbinamenti di moduli e finestre tali da risultare un insieme disordinato. Belle le due finestre centinate, di richiamo seicentesco. Svoltando a destra, ci si trova in via Zuppani, ove alla nostra sinistra si trova un grande edificio moderno, sede dell’Ispettorato Forestale, alla nostra destra un palazzo a tre piani,ristrutturato nei primi del ‘900, con balconi in pietra a balaustri di imitazione seicentesca.
Albergo Cappello: l’antico albergo si apre in via ricci, poco innanzi, ha fama indiscussa ancora oggi, fu fondato nel 1843 e fu il luogo di incontro e soggiorno per un secolo e mezzo dei più bei nomi dell’arte e della letteratura italiana che passarono


[continua il tour]

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